But what else can anyone do?
…
Seek and see the marvels all around you. You will get tired of looking at yourself alone, and that fatigue will make you deaf and blind to everithing else.
Don Juan through Carlos Castaneda
…
Questo cosa significa lo devi capire da solo… dinanzi a te le strade che portano tutte ad un arrivo. Sta a te scegliere una strada… il cammino sarà diverso, le esperienze saranno diverse.
Un unico punto deve esserti chiaro. Sii in quel cammino con tutto te stesso. Non essere meno di ciò che sei. Dai al cammino il 100% solo in questo modo vi sarà un senso a ciò che viene fatto, solo in questo modo avrai vissuto e non dovrai rivivere le meraviglie di questa vita ma potrai andare avanti ed avere nuove esperienze differenti da quelle che sono state già.
E’ bene che tu sia curioso ma non rimanere mai in bilico. Scegli. Scegli. Con il Cuore, con il sentimento, lo so che è difficile ascoltarlo, è sempre difficile per chi usa lo schermo della mente, per chi usa il semaforo dell’ordine, per chi usa tutto per non essere toccato, per non essere abbracciato, per non essere baciato dalla Vita.
Mamma aveva scelto. Ed ha vissuto una vita sfolgorante in ciò che ha scelto. Io e Diego ce ne siamo accorti.
La scelta… sempre la scelta… ma senza scelta non si vive… si finge.
La cosa meravigliosa è che la Vita ti raggiunge. La Vita si accorge e ti da molte opzioni di scelta, ti permette sempre di prendere le strade che avevi abbandonato… ma mai scorciatoie e mai nulla è gratuito. Ma questo non vuol dire che te le fa pagare… vuol dire solo che ti fa andare avanti solo se ci metti tutto te stesso… solo se realmente Ami, Giochi, Vieni Ferito, Ferisci, Gusti, Odi, Osservi, Annusi… insomma… VIVI.
Un abbraccio forte.
Una passeggiata nel bosco della propria anima
Sera, un richiamo irresistibile, profumo di erba bagnata. Chilometri, tanti, ma alla fine giungo nel posto dove sentivo di dover essere.
Questa volta non porto neanche la torcetta, solo i miei fidi bastoni. Mi inoltro, i rumori mi spaventano ma vado sempre più in profondità. Alla fine sono solo le stelle che tracciano una via da seguire.
Mi seggo. Attendo. Non accade nulla. Passano degli animali a poca distanza da me. Non so cosa siano, ma loro sanno che sono lì. Nessuno di noi ha voglia di curiosare e così non ci incontriamo.
Mi stanco. Mi alzo. Mi perdo. Ma sono nel cuore di dove dovevo essere e sono tranquillo. Nulla può farmi male lì. Dopo non so quanto riemergo.
Ritorno a casa. Il silenzio è totale. L’unico brontolio è la rimostranza che il tetto amico mi fa perché ancora una volta ho preferito le stelle a lui.
Una carezza ruvida lo calma.
Tocco il cuscino e morfeo mi prende immediatamente per mano.
God is also a DJ
Vi presento un video molto molto carino! Me lo ha fatto conoscere Skin, un amico della palestra. Godetevi l’interpretazione ed il viso del DJ e ricordate… “Philosophy major… anything helps god bless”
| God is a DJ |
Credo moltissimo nell’ispirazione. Noi siamo sempre ispirati dentro di noi e poi prendiamo le nostre decisioni. Un paio di film che trattano di questa ispirazione sono “Dogma” e “Constantine“.
Siamo liberi di scegliere e per questo è meraviglioso ogni atto che compiamo.
Il bene ed il male sono concetti relativi ed interdipendenti… ma a causa delle nostre limitatissime percezioni dimensionali noi riusciamo sempre a collocare un’azione da una o dall’altra parte.
Io posso dire solo una cosa… Enjoy Life! Nulla accade per caso!
P.S. Persino gli scienziati più accaniti hanno dimostrato che “Nulla accade per caso“. Ma segue semplicemente delle leggi che sfuggono alla nostra visione d’insieme. Possiamo dibattere poi quanto vogliamo sulla semantica (ho usato nuovamente questa parola… dho!) delle parole “insieme” e “leggi“.
Per Zia
Dicono che dal rapporto che si ha con i propri animali si possa dedurre molto circa il carattere di una persona. Se questo fosse vero Zia dovrebbe essere ricordata come la persona più buona al mondo. Quanto parlava con i gatti!
Chiunque sia entrato in contatto con Lei anche per poco, non può non essersi accorto della sua estrema umanità, della sua gentilezza, della sua briosità contenuta che ha volte esplodeva in una sonora risata, marchio di fabbrica delle sorelle Sanzone.
Vorrei cogliere questa occasione non solo per elencare i pregi che mia Zia aveva, quanto piuttosto per fotografare dei momenti vissuti insieme e ricordarli con il sorriso.
Lei era la Zia delle etichette: non c’era angolo della sua casa (dalla bistecca congelata al bollo auto da pagare) che non fosse contrassegnato da una nota cartacea o da un post-it: “di Floriana, per Floriana, da dare a Rossana…da ridare a Floriana, da Zia per Andrea, da pagare entro, pagato il…” la casa era un firmamento costellato dai suoi appunti appiccicati ovunque.
Un bel ricordo che ho risale a quando avevo undici anni, in vacanza all’isola d’Elba con i miei genitori, con Zia e con il mio amico Francesco. Ci eravamo invaghiti di due ragazze straniere molto più grandi di noi, ma non sapevamo l’inglese. Una vota rientrati in casa, sentendoci parlare di questo problema, Zia disse che ci avrebbe pensato lei e di non preoccuparci.
La mattina dopo ci fece trovare ai piedi del letto un foglio dal quale troneggiava la sua ordinata grafia: ci aveva scritto tantissime frasi in inglese, una sorta di breve prontuario utile per intrattenere una conversazione elementare.
Ci fece ripetere le frasi ad alta voce in modo da fare pratica: era professoressa sempre in servizio…
Quante risa, quanti salti di gioia, con quale cura maniacale custodivamo quel foglio!
Io ancora lo conservo in un cassetto.
Troppi ce ne sarebbero di ricordi, ma questa era zia: l’amore per il dettaglio, l’essere sempre pacata e ragionevole, la sua disarmante generosità ed umanità che non esitava ad elargire…
E’ passato poco più di un anno da quando abbiamo dato il nostro ultimo saluto a Nonna Maria.
Ricordo ancora quando Zia Floriana stava al capezzale di Nonna, e quest’ultima, in punto di morte, le disse:
“Il Signore mi ha ascoltato Floriana, gli ho chiesto di prendere me al posto tuo”.
Fui costretto ad uscire dalla stanza perchè le lacrime che a stento avevo trattenuto non erano più sufficienti ad esprimere il mio dolore, avevo voglia di gridare e al contempo di sprofondare in un silenzio senza fine.
Eppure nelle parole di Nonna si annidava una gioiosa consapevolezza: quella di avere contribuito, con le sue preghiere, a regalare un’altra manciata di vita a sua figlia Floriana. Il periodo successivo, sia pure inquinato dalla perdita della Madre, fu per lei di relativa serenità. E per noi di forte speranza.
Il resto sappiamo com’è andato, ed è inutile scendere nei dettagli del suo Male.
E’ vero che alla resa dei conti la fine si affronta da soli, ma nel tuo cammino verso l’ineluttabile, sono convinto che Tu, Zia, abbia sentito il nostro amore.
Buon Viaggio
Andrea
Fuggite sciocchi!
Ultimamente, e sempre più di frequente mi viene in mente questa frase, questo momento, questo istante di sconforto.
| Gandalf |
Poi penso al seguito… e mi dico… c’è sempre un modo. Per quanto nascosto e difficile esso sia.
Ora, con l’aiuto solito :), comincerò a cercarlo.
Regalo.
"Non chiedo al Signore perchè me l'ha tolta, ma lo ringrazio per avermela data" S. Agostino
Bello!
Con un diverso intendimento della Vita… sento queste parole adattarsi perfettamente a ciò che io provo per la presenza di Mamma nella mia Vita.
Ciao Mamma.
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E’ solo ora, a quest’ora del mattino che comincio a comprendere ciò che oggi è accaduto. La mattina è iniziata indolente, è continuata come in un “normale” giorno difficile.
Poi improvvisamente qualcosa ne ha mutato il corso, mi sono ritrovato gettato nella mischia. Mi sono trovato ad essere il cucchiaino. Come attraverso un sogno… tutto è continuato… fino a questo momento.
Solo. Silenzio. L’unico suono è quello degli uccellini che si stanno svegliando.
Acchetato il dovere, acchetata la necessità, acchetato il desiderio di stare con chi ti ha sempre compreso… finalmente comincio a comporre il mio puzzle…
Immaginate di avere attorno a voi, da quando siete nati una sensazione di protezione. Ci siete nati, siete cresciuti con questo potentissimo scudo. Non è uno scudo che vi impedisce di fare le vostre esperienze… ma l’avete lì. Quando vi serve ve lo togliete dalla schiena e lo usate, quando invece non ne avete necessità è sulla vostra schiena, ne sentite la protezione potenziale, ne sentite il calore, ne sentite il peso… è lì, è parte di voi.
Oggi quello scudo, almeno fisicamente, si è rotto.
E’ come essere nudi. Vulnerabili. Che sensazione incomprensibile.
Ero sul trenino. Questa mattina il libro l’autobiografia di Yogananda ha deciso prepotentemente di essere letto. Si è messo in mezzo con tutti i mezzi che conosceva, si è lanciato dalla scrivania, è caduto dal comodino, ha attirato l’attenzione nascondendo sotto di sé i soldi per la colazione…
…Trenino… lettura… sto leggendo la parte in cui la madre di yogananda si presenta al protagonista per annunciargli che sta molto male e che di lì a poco sarebbe morta.
Penso a quel bambino che perde la guida, l’Amore, l’esempio. Il passo mi colpisce come un macigno, arresto la lettura. Mentre chiudo il libro mi chiama papà.
“Mario, torna a casa, Mamma non sta bene e dobbiamo accompagnarla in ospedale”.
Lì per lì penso: “ma guarda te, ieri non stava peggio del solito!!!” qualche ora più tardi mi sovviene ciò che avevo letto la mattina… ciò che aveva sperimentato quel bambino…
Pomeriggio… mischia… Mario si muove, abbraccia, si riaccosta alla burocrazia ospedaliera, parla con i medici, ma mentre sono indaffarato improvvisamente sono attratto verso la stanza dove è in cura mamma… prima corro da papà. Lo chiamo. Non attendo che lui mi segua. Vado e basta.
Quando sei innamorato di qualcuno sai cosa le sta accadendo anche se non sei lì. Quando il legame va ben oltre il semplice affetto, senti senza sentire. Intuisci e basta.
Arrivo. Vedo i suoi occhi. Gli stessi che tante volte ho fissato incantato. La stringo. Non so quanto tempo dopo la dottoressa gentilmente mi scosta. Mi chiede di uscire. Guardo Mamma. Ma Lei non è più lì. Come un fulmine a ciel sereno mi si presentano i 34 anni durante i quali abbiamo condiviso la nostra Vita, in cui mi ha insegnato ad essere ciò che sono ed ha vissuto intensamente il suo essere mamma, donna, professoressa, persona… anche e soprattutto Amica. Mi ricordo i rari rimproveri, le tante carezze, gli sguardi… noi comunicavamo con gli sguardi… è così che io ho imparato a usare gli occhi… quegli stessi occhi che non erano più Mamma…
Una persona normale… Un essere straordinario… con il suo incommensurabile Amore, con la sua gentilezza, i suoi errori, la sua continua bontà quasi incomprensibile, le sue fisime, la sua saggezza, i suoi limiti, i suoi sogni, i suoi capricci, i suoi gioielli, il suo cammino.
Ha imparato molto in questa Vita, ha scelto il suo percorso e ha dato tutta se stessa, sempre, io non sono riuscito a starle accanto per farle fare l’ultimo passetto… troppo impegnato ad andare giù in profondità nella ricerca, ma ogni volta che cercavo di portarla con me, lei c’era, anche se non comprendeva sempre ciò di cui parlavo c’era, c’era con se stessa, con gli occhi che brillavano d’Amore, quell’intensissimo sentimento che solo due anime che già si sono incontrate possono condividere. Probabilmente ho dato meno di quanto potevo, ma ho ricevuto proprio tutto. Ed ora è quel tutto che pulsa in me. E’ quel tutto che mi fa andare per la mia strada. Ma quanto mi manchi, Mamma.
Ciao. Mamma. Ciao.
Believe
Quando si crede fermamente in qualcosa questa in un modo o nell’altro accade. E’ quando si smette di crederci che tutto va a rotoli. Questa canzone ha una valenza molto profonda per me. Ricordo molto bene il cinema ed il film, la compagnia che avevo accanto a me e quello che significava. Adesso assume nuovi significati a quelli che aveva precedentemente, ma rimane sempre un tema fondamentale nella mia Vita il credere.
Credere in ciò che faccio. Sapere ciò che sono… ma chi sa che cosa?
Clicca qui per ascoltare
Many nights we prayed
With no proof anyone could hear
In our hearts a hope for a song
We barely understood
Now we are not afraid
Although we know theres much to fear
We were moving mountains
Long before we knew we could, whoa, yes
There can be miracles
When you believe
Though hope is frail
Its hard to kill
Who knows what miracles
You can achieve
When you believe somehow you will
You will when you believe
[mmmmmmmmmyeah]
Mmmyeah
In this time of fear
When prayer so often proves in vain
Hope seems like the summer bird
Too swiftly flown away
Yet now Im standing here
My hearts so full, I cant explain
Seeking faith and speakin words
I never thought Id say
There can be miracles
When you believe (when you believe)
Though hope is frail
Its hard to kill (mmm)
Who knows what miracles
You can achieve (you can achieve)
When you believe somehow you will
You will when you believe
[hey]
[ooh]
They dont always happen when you ask
And its easy to give in to your fears
But when youre blinded by your pain
Cant see the way, get through the rain
A small but still, resilient voice
Says hope is very near, oh [oh]
There can be miracles (miracles)
When you believe (boy, when you believe, yeah) [though hope is frail]
Though hope is frail [its hard]
Its hard to kill (hard to kill, oh, yeah)
Who knows what miracles
You can achieve (you can achieve, oh)
When you believe somehow you will (somehow, somehow, somehow)
Somehow you will (I know, I know, know)
You will when you believe [when you]
(ohoh)
[you will when you]
(you will when you believe)
[oohoohooh]
[oh...oh]
[when you believe]
[when you believe]
Persone e Tempo
Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi dove sono attese.
Paulo Coelho
A me succede molto spesso.
Grazie per la puntualità belli ![]()




