Life

My point of view

Seconda possibilità

Posted by Mario on February 4, 2010
Posted under Conosci te stesso, Events

Tutti hanno diritto ad una seconda possibilità.

E’ ragionevole. Lo comprende la mia ragione. Lo chiede la società civile. Persino la chiesa.

Ma da una parte c’è la ragione. Dall’altra l’istinto.

Io, nel mio più profondo e recondito anfratto, lì dove alberga l’istinto, quell’essere totalmente dedito ai bisogni primari, non sono d’accordo.

Fortunatamente l’anfratto è profondo e la salita estremamente ripida. Vi sono poche possibilità che egli riesca ad uscire ed a superare tutte le barriere che sono state alzate… ma la sensazione di saperlo completamente contrario non mi fa stare tranquillo.

Bonne nuit meme a toi aussi mon chere instinct.

Con il frastuono distinto del silenzio nel cuore

Posted by Mario on January 22, 2010
Posted under Life, Passioni

Alcune volte lo senti arrivare…

…come quando sai che di li a poco arriverà un mal di testa che ti squasserà l’animo, il corpo e…

…ed è inutile barricarti…

                          dietro qualcosa di meraviglioso…
                                        dietro qualcosa di impegnato…
                           dietro qualcosa di pericoloso…
                                 dietro qualcosa disfuggente…

E puntuale arriva… prima un picco di frastuono poi il silenzio assordante. Il Vuoto.

Voglio sentirmi libero da questa onda… Libero dal futuro… Libero Libero Libero!

E forse è solo una condizione mentale. Ma voglio essere Libero di Amare questa Vita che mi è stata regalata senza condizioni senza alcun vincolo… e non dover cercare il senso di ogni cosa che c’è!

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Forse mi basta respirare, solo respirare… profondamente… totalmente, solo ondeggiare con il respiro della Natura… della Vita… forse lasciare tutto ciò che conosco per andare verso ciò che mi attira così…

forse è tardi… forse invece no

Silenziosamente…

Posted by Mario on January 20, 2010
Posted under Events, Morning

Questa mattina ero intento nella lettura e non mi sono accorto di aver passato la fermata del tram quando ho alzato la testa … ho pensato… uhmmm mi sa che sono andato lungo però è stato emozionante…

… torniamo indietro di qualche minuto rispetto all’inizio del racconto… questa mattina sembrava tutto normale ma quando sono uscito c’era uno strano caldo era meno umido di ieri sera, che mi sono congelato per tornare a casa e… d’improvviso ha cominciato a nevicare… silenziosamente, delicatamente come una carezza i fiocchetti si poggiavano sia sulla terra, che sul viso, erano proprio delicati e quando sono sceso alla fermata sbagliata era già tutto bianco!!!

Meraviglioso. Devo dire che nelle grandi città si perde molto di questo contatto con la Natura. Già in una piccola-media città come Nancy hai bisogno di andare verso la periferia per fare questa esperienza meravigliosa.

Un abbraccio silenzioso a tutti.

San Mario 2010

Posted by Mario on January 19, 2010
Posted under Events, Life

Ed anche quest’anno siamo approdati al fatidico giorno in cui si ricorda che un Romano di antica data ha dato la vita per ciò in cui credeva con tutto il suo cuore ed il suo spirito!

Questa volta però a me piace ricordarlo scherzando perché sono convinto che anche nell’estremo fervore del suo atto… egli è stato illuminato da una vena di ilarità… :D

San Mario versione moderna

San Mario versione moderna

Evviva Mariooooooooo!!!!
P.S. Sapete quale è il cognome di Mario del Nintendo? (senza andare a cercare su qualche motore di risposta…)

La nebbia

Posted by Mario on January 14, 2010
Posted under Events, fables

Alla fine ci sono approdato. Sono in Francia. Più precisamente a Nancy. In questo momento dalla finestra del mio studio al sesto piano del palazzo dell’Università dove sto sperimentando il mondo del postdottorato francese non si vede proprio nulla… la nebbia è fitta, compatta, lattiginosa… dopo due settimane di neve che ovattava il senso dell’udito adesso vi è lei che priva anche del senso della vista e se, per inciso, aggiungiamo il raffreddore che priva del senso dell’olfatto abbiamo un uomo che dirige la sua rotta con i due sensi più privati e personali… il che non vuol dire che ciò è male… forse semplicemente la Vita mi sta cercando di comunicare di interiorizzare un po’ di più ciò che arriva…

Ma torniamo alla nebbia… sembra penetrare anche nella stanza… pochi minuti fa si vedevano gli alberi nel parcheggio di fronte ora anche quelli sono stati inghiottiti da questo “nulla che avanza” silenzioso, muto nel suo inquietante incedere, insondabile se non con ciò che ci rende più timorosi… la nostra fantasia…

Dei rumori nel corridoio semideserto… la luce che si spegne… degli scricchiolii sinistri… le porte che cigolano… passi lontani e strascicati… una lieve cantilena giunge alle orecchie… il timore che qualcosa di antico e vendicativo si nasconda per queste sale inanimate… le scale che buie si illuminano di una luce fosforescente…

La nebbia che porta con se il rancore che nascondiamo nell’intimo del nostro cuore… ma anche la gioia! L’ignoto non è latore solo di dubbi e paure… spinge gente come Ulisse, Giasone, Enea, alla ricerca di qualcosa di più che il semplice lasciarsi vivere.

La nebbia oramai circonda tutto, ciechi e sordi al mondo circostante noi vi entriamo illuminati dal nostro spirito.

E’ inevitabile signor Anderson…

Posted by Mario on November 12, 2009
Posted under Events, Life

Si avvicina il 16…

Emozionante!

Sto per dare un colpo alla mia esistenza le cui ripercussioni saranno evidenti (uguali a quelle che giornalmente si generano per ogni singola decisione presa… ma queste sono solo più facilmente riconoscibili).

Milano, Roma, Nancy… Tre filosofie di Vita differenti… una persona e l’impossibilità di seguire tutte le vie contemporaneamente…

Oh my God!

Emozionante.

L’ombra

Posted by Mario on October 30, 2009
Posted under fables

L’ombra cupa dell’inevitabile si avvicinava strisciando silenziosa per le vie della sua esistenza. Curandosi dell’avvenire si dimenticò del passato e quindi scomparve inghiottito da quell’ombra che l’attendeva impaziente.

Emozioni

Posted by Mario on October 21, 2009
Posted under Conosci te stesso

Vivere con le emozioni, non lasciarle da parte, è qualcosa che può far male, per questo per un po’ (per parecchio forse) le ho chiuse fuori dalla mia Vita, ma sentivo che la loro assenza era pesante… diciamo che ci si sente come quel personaggio di Calvino che tanto tempo fa mi fece scoprire Diego! Allora pian piano ho cercato di lasciarmi pervadere e devo dire che insieme al calore entra anche il dolore, insieme alla gioia anche la rabbia, insieme le risa senza motivo anche l’odio, tutte cose che ho provato sempre a tener fuori, e sono stato anche molto bravo nel farlo…
Devo dire che nell’ultimo anno e mezzo la Vita mi ha donato, a modo suo, la possibilità di non sprecare questo insieme di meravigliosi attimi e non riuscirò mai a ringraziarLa abbastanza perché sento che piano piano sto facendo i passi nella direzione che sento più confacente al mio Essere interno. Vi saranno altre esperienze dure e gioiose ma sono convinto che siano tutte per me e tutte protese a farmi andare sempre più spedito verso la comprensione profonda.

Comunque devo dire che alcune volte lasciare che il proprio Cuore venga ferito, vederlo sanguinare perché si sono abbassate le protezioni verso una persona o una situazione specifica è difficile, (mi) viene immediatamente la voglia di chiudersi(mi) a riccio… ma poi si impara… ed è l’unico vero modo, almeno per me, di comprendere (nel senso etimologico del termine) la persona o la situazione che si ha di fronte…

Ed ora vado a sentire una bella canzone. Buona notte.

Specifiche Tecniche moderne… ragioni antiche

Posted by Mario on October 9, 2009
Posted under Non tutti sanno che

SPECIFICHE TECNICHE

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Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah.

Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po’ più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio.

Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie).Lo scartamento standard degli Stati Uniti e di 4 piedi e 8,5 pollici.

(E’ la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri).

A prima vista questa misura sembra alquanto strana.

Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo? Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell’avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse?

Perché, se avessero usato un’altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell’Inghilterra?

Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade?

I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell’esercito dell’Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano ed e la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra.

MORALE

1. la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari stai facendo proprio la giusta congettura;

2. la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni or sono prendendo a modello due culi di cavallo!!!

Mamma

Posted by Mario on October 2, 2009
Posted under Mamma

Ogni tanto torna, ogni tanto qualche scatolina viene agitata un po’ troppo e quindi cade dal suo ordinato e polveroso scaffale… a quel punto si apre e tutto ciò che vi è riposto dentro esce e raggiunge quel muscolo pulsante che ci fa vivere e ci permette di interpretare la nostra Vita attraverso le sensazioni, le emozioni…

Devo dire che questa scatolina era pericolosamente in bilico e quindi è bastata una sola nota di una canzone per disequilibrare il tutto!

Mi dispiace – Laura Pausini

Mamma ho sognato che bussavi alla mia porta
E un po’ smarrita ti toglievi i tuoi occhiali
Ma per vedermi meglio e per la prima volta
Sentivo che sentivi che non siamo uguali
Ed abbracciandomi ti sei meravigliata
Che fossi così triste e non trovassi pace
Da quanto tempo non ti avevo più abbracciata
E in quel silenzio ho detto piano… mi dispiace!
Però è bastato quel rumore per svegliarmi
Per farmi piangere e per farmi ritornare
Alla mia infanzia a tutti quei perduti giorni
Dove d’estate il cielo diventava mare
Ed io con le mie vecchie bambole ascoltavo
Le fiabe che tu raccontavi a bassa voce
E quando tra le tue braccia io mi addormentavo
Senza sapere ancora di essere felice.

Ma a sedici anni io però sono cambiata
E com’ero veramente adesso mi vedevo
E mi senti ad un tratto sola e disperata
Perché non ero più la figlia che volevo
Ed è finita li la nostra confidenza
Quel piccolo parlare che era un grande aiuto
Io mi nascosi in una gelida impazienza
E tu avrai rimpianto il figlio che non hai avuto.
Ormai passavo tutto il tempo fuori casa
Non sopportavo le tue prediche per nulla
E incominciai a diventare anche gelosa
Perché eri grande irraggiungibile e più bella
Mi regalai così ad un sogno di passaggio
Buttai il mio cuore in mare dentro una bottiglia
E persi la memoria mancando di coraggio
Perché mi vergognavo di essere tua figlia!

Ma tu non bussi alla mia porta e inutilmente
Ho fatto un sogno che non posso realizzare
Perché ho il pensiero troppo pieno del mio niente
Perché l’orgoglio non mi vuole perdonare
Poi se bussassi alla mia porta per davvero
Non riuscirei nemmeno a dirti una parola
Mi parleresti col tuo sguardo un po’ severo
Ed io mi sentirei un’altra volta sola.
Perciò ti ho scritto questa lettera confusa
Per ritrovare almeno in me un po’ di pace
E non per chiederti tardivamente scusa
Ma per riuscire a dirti mamma… mi dispiace!
Non è più vero che di te io mi vergogno
E la mia anima lo sento ti assomiglia
Aspetterò pazientemente un altro sogno.
Ti voglio bene mamma… scrivimi… tua figlia.

E’ un po’ complicato che tu mi scriva… ma forse se mi impegno un po’ di più in una certa direzione forse un po’ di pace il mio cuore può averla.

Ciao.

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