La memoria
Ho sempre ritenuto, e ritengo tutt’ora, che la memoria ci definista come entità , come individui, come esseri del tutto speciali.
Per questo motivo, a causa della scarsa dotazione che madre natura mi ha fornito spesso mi sento meno speciale, meno individuo… qualche volta persino meno entità singolare e più in contatto con quello che goffamente chiamiamo Caos… ma poi ne sorgo come quando qualcuno è rimasto in apnea per troppo tempo, come quando si ha l’urgenza di compiere un’azione indispensabile.
Questo qualcosa è spesso un’emozione molto forte, squassante, travolgente. Bene, da questa mezzanotte fino alla prossima ho questo qualcosa di travolgente che mi investe in pieno, ricordo lucidamente tutta la serie di emozioni, sensazioni, immagini, suoni, parole, espressioni, posizioni del corpo, toni della voce, occhi bassi, occhi vitrei, corpo immobile, corpo freddo, gelo non più solo a livello fisico ma più profondo, quando quel freddo ti tocca il cuore e lo fa rallentare, quando suona una tonalità monotona che ti circonda prendendoti dall’interno e non permettendoti di comunicare con alcuno… ed a volte nemmeno con te stesso.
La mattina, le coincidenze, la telefonata con Lada… “Ma che scherzi? Vai non stare neanche a pensarci”. Yogananda che non ha avuto la possibilità di fare ciò che ho fatto io, ma che proprio non facendolo me ne ha data la facoltà .
Le telefonate, le miriadi di telefonate. I messaggi. Tutto per fuggire la realtà e barricarsi dietro il fare. Ognuno si barrica come può, ognuno costruisce le proprie difese… c’è chi vi rimane intrappolato, c’è chi, una volta terminata l’emergenza riesce faticosamente a spogliarsi di quella pesante armatura, leccarsi le ferite sanguinanti fino a farle cicatrizzare e con la nuova esperienza in sé ad andare avanti con una consapevolezza maggiore.
Tutto e nulla.
“Come stai? Vuoi che ti accompagni? Vi seguo ok? Non affaticarti.” Le ultime parole con colei che tanto ha donato di se.
E Come il grigio pellegrino ebbe a dire prima di cominciare la sua ultima battaglia… “Fuggite sciocchi”.
Buona notte Mamma. Ovunque tu sia… Buongiorno.

