Life

My point of view

Archive for May, 2008

Ciao Mamma.

Posted by Mario on May 30, 2008
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E’ solo ora, a quest’ora del mattino che comincio a comprendere ciò che oggi è accaduto. La mattina è iniziata indolente, è continuata come in un “normale” giorno difficile.
Poi improvvisamente qualcosa ne ha mutato il corso, mi sono ritrovato gettato nella mischia. Mi sono trovato ad essere il cucchiaino. Come attraverso un sogno… tutto è continuato… fino a questo momento.

Solo. Silenzio. L’unico suono è quello degli uccellini che si stanno svegliando.

Acchetato il dovere, acchetata la necessità, acchetato il desiderio di stare con chi ti ha sempre compreso… finalmente comincio a comporre il mio puzzle…

Immaginate di avere attorno a voi, da quando siete nati una sensazione di protezione. Ci siete nati, siete cresciuti con questo potentissimo scudo. Non è uno scudo che vi impedisce di fare le vostre esperienze… ma l’avete lì. Quando vi serve ve lo togliete dalla schiena e lo usate, quando invece non ne avete necessità è sulla vostra schiena, ne sentite la protezione potenziale, ne sentite il calore, ne sentite il peso… è lì, è parte di voi.

Oggi quello scudo, almeno fisicamente, si è rotto.

E’ come essere nudi. Vulnerabili. Che sensazione incomprensibile.

Ero sul trenino. Questa mattina il libro l’autobiografia di Yogananda ha deciso prepotentemente di essere letto. Si è messo in mezzo con tutti i mezzi che conosceva, si è lanciato dalla scrivania, è caduto dal comodino, ha attirato l’attenzione nascondendo sotto di sé i soldi per la colazione…

…Trenino… lettura… sto leggendo la parte in cui la madre di yogananda si presenta al protagonista per annunciargli che sta molto male e che di lì a poco sarebbe morta.
Penso a quel bambino che perde la guida, l’Amore, l’esempio. Il passo mi colpisce come un macigno, arresto la lettura. Mentre chiudo il libro mi chiama papà.

“Mario, torna a casa, Mamma non sta bene e dobbiamo accompagnarla in ospedale”.

Lì per lì penso: “ma guarda te, ieri non stava peggio del solito!!!” qualche ora più tardi mi sovviene ciò che avevo letto la mattina… ciò che aveva sperimentato quel bambino…

Pomeriggio… mischia… Mario si muove, abbraccia, si riaccosta alla burocrazia ospedaliera, parla con i medici, ma mentre sono indaffarato improvvisamente sono attratto verso la stanza dove è in cura mamma… prima corro da papà. Lo chiamo. Non attendo che lui mi segua. Vado e basta.
Quando sei innamorato di qualcuno sai cosa le sta accadendo anche se non sei lì. Quando il legame va ben oltre il semplice affetto, senti senza sentire. Intuisci e basta.

Arrivo. Vedo i suoi occhi. Gli stessi che tante volte ho fissato incantato. La stringo. Non so quanto tempo dopo la dottoressa gentilmente mi scosta. Mi chiede di uscire. Guardo Mamma. Ma Lei non è più lì. Come un fulmine a ciel sereno mi si presentano i 34 anni durante i quali abbiamo condiviso la nostra Vita, in cui mi ha insegnato ad essere ciò che sono ed ha vissuto intensamente il suo essere mamma, donna, professoressa, persona… anche e soprattutto Amica. Mi ricordo i rari rimproveri, le tante carezze, gli sguardi… noi comunicavamo con gli sguardi… è così che io ho imparato a usare gli occhi… quegli stessi occhi che non erano più Mamma…

Una persona normale… Un essere straordinario… con il suo incommensurabile Amore, con la sua gentilezza, i suoi errori, la sua continua bontà quasi incomprensibile, le sue fisime, la sua saggezza, i suoi limiti, i suoi sogni, i suoi capricci, i suoi gioielli, il suo cammino.

Ha imparato molto in questa Vita, ha scelto il suo percorso e ha dato tutta se stessa, sempre, io non sono riuscito a starle accanto per farle fare l’ultimo passetto… troppo impegnato ad andare giù in profondità nella ricerca, ma ogni volta che cercavo di portarla con me, lei c’era, anche se non comprendeva sempre ciò di cui parlavo c’era, c’era con se stessa, con gli occhi che brillavano d’Amore, quell’intensissimo sentimento che solo due anime che già si sono incontrate possono condividere. Probabilmente ho dato meno di quanto potevo, ma ho ricevuto proprio tutto. Ed ora è quel tutto che pulsa in me. E’ quel tutto che mi fa andare per la mia strada. Ma quanto mi manchi, Mamma.

Ciao. Mamma. Ciao.

Mamma e Mario

Believe

Posted by Mario on May 29, 2008
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Quando si crede fermamente in qualcosa questa in un modo o nell’altro accade. E’ quando si smette di crederci che tutto va a rotoli. Questa canzone ha una valenza molto profonda per me. Ricordo molto bene il cinema ed il film, la compagnia che avevo accanto a me e quello che significava. Adesso assume nuovi significati a quelli che aveva precedentemente, ma rimane sempre un tema fondamentale nella mia Vita il credere.

Believe

Credere in ciò che faccio. Sapere ciò che sono… ma chi sa che cosa?

Clicca qui per ascoltare :D

Many nights we prayed
With no proof anyone could hear
In our hearts a hope for a song
We barely understood
Now we are not afraid
Although we know theres much to fear
We were moving mountains
Long before we knew we could, whoa, yes
There can be miracles
When you believe
Though hope is frail
Its hard to kill
Who knows what miracles
You can achieve
When you believe somehow you will
You will when you believe
[mmmmmmmmmyeah]
Mmmyeah
In this time of fear
When prayer so often proves in vain
Hope seems like the summer bird
Too swiftly flown away
Yet now Im standing here
My hearts so full, I cant explain
Seeking faith and speakin words
I never thought Id say
There can be miracles
When you believe (when you believe)
Though hope is frail
Its hard to kill (mmm)
Who knows what miracles
You can achieve (you can achieve)
When you believe somehow you will
You will when you believe
[hey]
[ooh]
They dont always happen when you ask
And its easy to give in to your fears
But when youre blinded by your pain
Cant see the way, get through the rain
A small but still, resilient voice
Says hope is very near, oh [oh]
There can be miracles (miracles)
When you believe (boy, when you believe, yeah) [though hope is frail]
Though hope is frail [its hard]
Its hard to kill (hard to kill, oh, yeah)
Who knows what miracles
You can achieve (you can achieve, oh)
When you believe somehow you will (somehow, somehow, somehow)
Somehow you will (I know, I know, know)
You will when you believe [when you]
(ohoh)
[you will when you]
(you will when you believe)
[oohoohooh]
[oh...oh]
[when you believe]
[when you believe]

Persone e Tempo

Posted by Mario on May 28, 2008
Posted under Events

Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi dove sono attese.

Paulo Coelho

A me succede molto spesso.

Grazie per la puntualità belli :)

La pratica

Posted by Mario on May 28, 2008
Posted under Conosci te stesso

Se dai tutto alla pratica, la pratica ti da tutto.

Chen Zhaokui

E’ paura, si è proprio paura di prendere una strada piuttosto che un altra. Essere lì sul crepaccio… non vedere quello che c’è sotto, una strada? Un dirupo? La salvezza? La perdizione? E’ sempre stato facile prima perché c’era una sola strada da percorrere… ora no.

E come sempre sapere che nel momento in cui fai la tua scelta sarà irrevocabile… sarà un altro bivio che sposterà la tua direzione verso la meta finale, qualunque essa sia.

Nella casa del padre ci sono molte dimore

Gesù

Il proprio cammino è solo uno dei cammini possibili, è solo uno dei tanti che conducono a ciò che è la nostra meta, la nostra dimora. La cosa meravigliosa sarebbe condividerlo, ma non lo so fare… non lo so proprio fare.

Imparo

Posted by Mario on May 12, 2008
Posted under Conosci te stesso, Flusso di coscienza, Life

Imparo… imparo a vedere, imparo ad assaporare ogni istante… ho iniziato da una stupidata… porre l’attenzione a come cammino… a come non lascio andare il collo del piede.

E’ stato come un fulmine a ciel sereno. Da lì il respiro… sempre più spesso la respirazione avviene con il diaframma… non sempre… ma più spesso. All’inizio erano pochi secondi al giorno… ora sono poche manciate di minuti ogni ora… più in là chissà…

E poi un altro passettino… guardare gli altri. Prima osservavo “solo” gli occhi, la forma (c’è chi dice che per questo io mi fermassi solo all’apparenza… si, forse ha ragione), poi l’intensità, la profondità, come guarda, di sfuggita? Insistentemente? Socchiude gli occhi? Sorride con gli occhi? Sprizza energia dagli occhi? E’ triste dentro? Non è lì? E’ completamente nell’azione che sta facendo?
Poi come si muovono, azionano le anche? Sono bloccati? Il movimento è a scatti? E’ fluido? E’ ampio? E’ imploso in loro?

E’ buffo perché giocando in questo modo accadono due cose… la prima è che mi perdo nei dettagli infiniti della Vita, scopro quanto è bello essere accanto a degli esseri così complessi e meravigliosi come altre persone e il secondo… è che non riesco sempre a seguire i discorsi, il filo “logico” dei pensieri altrui… sono un po’… svampito, sempre un po’ fuori fuoco rispetto gli altri… altre volte è come se le leggessi nel pensiero sono un passo avanti a ciò che vogliono dire… (ma sono più le volte che sono svampito :) ).

Adoro incontrare delle persone che non sono sempre d’accordo con me in quanto mi fanno vedere delle cose a cui io non faccio caso. Certo, discuto con loro, alcune volte anche in maniera molto forte… ma senza di esse io non sarei ciò che sono. Come un discepolo della scuola platonica ho necessità di esprimere i miei dubbi per potervi entrare in profondità e ascoltare quelli degli altri!

Ancora una volta dinanzi a me vari bivi. Tante scelte e molti modi per potervici avvicinare… molti modi per discernere ciò che è la strada che mi farà crescere… e la solita enorme confusione in me. La solita antica paura quella atavica… la paura di star commettendo un errore che ti porti dietro per tutta la durata di questa forma… che per quanto ancora breve possa essere… sarà abbastanza lunga per interagire e per condizionare altre esistenze.
E’ un bene? E’ un male? Io non lo so… so solo che influenzo sempre le vite altrui e loro lasciano il segno in me… e credo che questo me lo porterò anche oltre :) .

Lo sento, sento che devo fare tutto e subito, non ho tanto tempo… ogni tanto la vedo… vedo la clessidra che scorre e vedo le non molte briciole di sabbia che sono dentro… quanto ti capisco Tutankamon… così tante cose da imparare e così tanto poco tempo… che sia l’abbandonare l’unica vera e sola lezione da apprendere?

Come il vento, ovunque ed in nessun posto…
Come il vento che accarezza le foglie delle mie adorate querce…
Come il vento che scandisce il fluire del tempo…
Come il vento…

Un brivido… un unico potente brivido! Crawling in my skin!

Numb

Posted by Mario on May 10, 2008
Posted under Conosci te stesso, Flusso di coscienza

I’ve become so numb I can’t feel you there
Become so tired so much more aware
I’m becoming this all I want to do
Is be more like me and be less like you

And I know
I may end up failing too
But I know
You were just like me with someone disappointed in you

by Linkin Park from the song Numb. (Clicca qui per ascoltare la canzone)

(N.d.T. Numb = stordito, intorpidito, insensibile, pietrificato, sordo)

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