Mancanze umane…
Trovo sempre sconvolgente a che punto gli esseri umani non sappiano accettare serenamente che vi sia un punto terminale al capitolo della loro esistenza!
Siete (siamo) M O R T A L I
E che cavolo!
Trovo sempre sconvolgente a che punto gli esseri umani non sappiano accettare serenamente che vi sia un punto terminale al capitolo della loro esistenza!
Siete (siamo) M O R T A L I
E che cavolo!
La Morte è sempre un brutto argomento per noi che viviamo in questo mondo patinato e che la vediamo sempre e solo attraverso la tv ed in posti distanti… o comunque che non ci appartengono.
In questi ultimi anni la Morte, o la Vita, che è la stessa cosa a mio avviso, sta cercando di farmi capire che esiste, che Vita e Morte sono solo due aspetti della stessa medaglia… anzi… forse sono proprio la stessa faccia… ma io ancora non riesco a vederle così.
Per prima Misha, un essere vivente che quando è arrivato nella mia Vita l’ha sconvolta con la sua energia, una compagna che mi ha fatto capire cosa significa vivere e morire naturalmente. Lei mi ha mostrato cosa significa la gattosità , la centratura, l’indipendenza, l’affetto, le coccole, la fiducia, l’Amore. Lei è venuta a partorire sul mio letto… non potrò mai dimenticare la sorpresa, lo spavento e la comprensione. Amore puro senza altro significato, scevro da qualunque opportunismo della mente umana. Quando l’ho accompagnata dal veterinario e la tenevo in braccio mentre lui le faceva la siringa, Lei mi guardava. Non aveva più la forza di parlare, oramai la malattia la stava distruggendo e con quell’ultimo sguardo mi ha trasmesso tutto ciò che due esseri viventi possono trasmettersi. Ha posato il suo piccolo capo sulla mia spalla e si è addormentata.
Quello sguardo, non lo dimenticherò mai. Intenso come è sempre stata Lei.
Poi i nonni, ma solo dell’ultima ho realmente vissuto la morte, prima mi è sempre stato impedito di vedere i nonni morire. L’ho tenuta in braccio nell’ambulatorio di quell’ospedale, lei vestita solo di quella vestaglietta leggera che danno ai malati, affannata… ma sempre Lei. Qualche giorno prima ci aveva riunito tutti assieme, tutta la sua Famiglia e ci aveva parlato. Poi ad uno ad uno ci ha lasciato tutte le consegne. Singolarmente. E’ stato potentissimo. Dopo averla tenuta in braccio, con il suo respiro lieve, sono andato in corridoio, poi sono uscito dall’ambulatorio… e sono svenuto.
Alcuni cambiano, altri sorridono, altri ancora si aggrappano forte. Lei è stata sempre Lei, fino all’ora successiva quando ha abbandonato il corpo. Quando la Morte si avvicina, ci sussurra le sue parole e poi ci accompagna oltre.
Poi gli Amici. Forse queste sono le morti più complesse da capire, da accettare. Non te le aspetti. Fabio, 41 anni. Maestro di Vita, maestro, fratello, guida del mio Amico. Una persona che ti colpiva semplicemente con l’Essenza, e lo sguardo… se osservavi il suo sguardo ti perdevi nel suo infinito mondo d’energia. Lo vedi consumarsi ma i suoi occhi, la sua intensità , le sue parole. La sua paura è sana, non si aggrappa alla Vita, non si arrende. E’ tanto difficile da far comprendere a chi non sente, a chi non vede queste cose.
Persone che gli sono vicino che gli si aggrappano, persone che gli sono vicino che lo aiutano, persone che gli sono vicino.
E’ bellissimo quello che ha detto. Ti voglio bene, a colui che lo accompagnava. Serenamente, sinceramente. E’ un ennesima esortazione a vivere ogni istante della nostra Vita in maniera piena e non è solo un modo di dire è proprio così. E’ un altro sprone.
Grazie Vita di farmi vedere, di farmi incontrare queste Stelle che brillano sulla Terra e sempre brilleranno in me.
Ho sempre questa urgenza di fare, questa consapevolezza che il mio tempo sta finendo… e questo è solo un altro suggerimento… “Fai ciò che devi… e fallo bene… e fallo subito!“
Arrivederci Fabio, sento che prosegui il tuo viaggio.