Life

My point of view

L’ombra

Posted by Mario on October 30, 2009
Posted under fables

L’ombra cupa dell’inevitabile si avvicinava strisciando silenziosa per le vie della sua esistenza. Curandosi dell’avvenire si dimenticoÌ€ del passato e quindi scomparve inghiottito da quell’ombra che l’attendeva impaziente.

Emozioni

Posted by Mario on October 21, 2009
Posted under Conosci te stesso

Vivere con le emozioni, non lasciarle da parte, è qualcosa che può far male, per questo per un po’ (per parecchio forse) le ho chiuse fuori dalla mia Vita, ma sentivo che la loro assenza era pesante… diciamo che ci si sente come quel personaggio di Calvino che tanto tempo fa mi fece scoprire Diego! Allora pian piano ho cercato di lasciarmi pervadere e devo dire che insieme al calore entra anche il dolore, insieme alla gioia anche la rabbia, insieme le risa senza motivo anche l’odio, tutte cose che ho provato sempre a tener fuori, e sono stato anche molto bravo nel farlo…
Devo dire che nell’ultimo anno e mezzo la Vita mi ha donato, a modo suo, la possibilità di non sprecare questo insieme di meravigliosi attimi e non riuscirò mai a ringraziarLa abbastanza perché sento che piano piano sto facendo i passi nella direzione che sento più confacente al mio Essere interno. Vi saranno altre esperienze dure e gioiose ma sono convinto che siano tutte per me e tutte protese a farmi andare sempre più spedito verso la comprensione profonda.

Comunque devo dire che alcune volte lasciare che il proprio Cuore venga ferito, vederlo sanguinare perché si sono abbassate le protezioni verso una persona o una situazione specifica è difficile, (mi) viene immediatamente la voglia di chiudersi(mi) a riccio… ma poi si impara… ed è l’unico vero modo, almeno per me, di comprendere (nel senso etimologico del termine) la persona o la situazione che si ha di fronte…

Ed ora vado a sentire una bella canzone. Buona notte.

Specifiche Tecniche moderne… ragioni antiche

Posted by Mario on October 9, 2009
Posted under Non tutti sanno che

SPECIFICHE TECNICHE

——————-

Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah.

Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po’ più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio.

Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie).Lo scartamento standard degli Stati Uniti e di 4 piedi e 8,5 pollici.

(E’ la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri).

A prima vista questa misura sembra alquanto strana.

Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo? Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell’avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse?

Perché, se avessero usato un’altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell’Inghilterra?

Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade?

I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell’esercito dell’Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano ed e la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra.

MORALE

1. la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari stai facendo proprio la giusta congettura;

2. la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni or sono prendendo a modello due culi di cavallo!!!

Mamma

Posted by Mario on October 2, 2009
Posted under Mamma

Ogni tanto torna, ogni tanto qualche scatolina viene agitata un po’ troppo e quindi cade dal suo ordinato e polveroso scaffale… a quel punto si apre e tutto ciò che vi è riposto dentro esce e raggiunge quel muscolo pulsante che ci fa vivere e ci permette di interpretare la nostra Vita attraverso le sensazioni, le emozioni…

Devo dire che questa scatolina era pericolosamente in bilico e quindi è bastata una sola nota di una canzone per disequilibrare il tutto!

Mi dispiace – Laura Pausini

Mamma ho sognato che bussavi alla mia porta
E un po’ smarrita ti toglievi i tuoi occhiali
Ma per vedermi meglio e per la prima volta
Sentivo che sentivi che non siamo uguali
Ed abbracciandomi ti sei meravigliata
Che fossi così triste e non trovassi pace
Da quanto tempo non ti avevo più abbracciata
E in quel silenzio ho detto piano… mi dispiace!
Però è bastato quel rumore per svegliarmi
Per farmi piangere e per farmi ritornare
Alla mia infanzia a tutti quei perduti giorni
Dove d’estate il cielo diventava mare
Ed io con le mie vecchie bambole ascoltavo
Le fiabe che tu raccontavi a bassa voce
E quando tra le tue braccia io mi addormentavo
Senza sapere ancora di essere felice.

Ma a sedici anni io però sono cambiata
E com’ero veramente adesso mi vedevo
E mi senti ad un tratto sola e disperata
Perché non ero più la figlia che volevo
Ed è finita li la nostra confidenza
Quel piccolo parlare che era un grande aiuto
Io mi nascosi in una gelida impazienza
E tu avrai rimpianto il figlio che non hai avuto.
Ormai passavo tutto il tempo fuori casa
Non sopportavo le tue prediche per nulla
E incominciai a diventare anche gelosa
Perché eri grande irraggiungibile e più bella
Mi regalai così ad un sogno di passaggio
Buttai il mio cuore in mare dentro una bottiglia
E persi la memoria mancando di coraggio
Perché mi vergognavo di essere tua figlia!

Ma tu non bussi alla mia porta e inutilmente
Ho fatto un sogno che non posso realizzare
Perché ho il pensiero troppo pieno del mio niente
Perché l’orgoglio non mi vuole perdonare
Poi se bussassi alla mia porta per davvero
Non riuscirei nemmeno a dirti una parola
Mi parleresti col tuo sguardo un po’ severo
Ed io mi sentirei un’altra volta sola.
Perciò ti ho scritto questa lettera confusa
Per ritrovare almeno in me un po’ di pace
E non per chiederti tardivamente scusa
Ma per riuscire a dirti mamma… mi dispiace!
Non è più vero che di te io mi vergogno
E la mia anima lo sento ti assomiglia
Aspetterò pazientemente un altro sogno.
Ti voglio bene mamma… scrivimi… tua figlia.

E’ un po’ complicato che tu mi scriva… ma forse se mi impegno un po’ di più in una certa direzione forse un po’ di pace il mio cuore può averla.

Ciao.

Comprensione…

Posted by Mario on August 9, 2009
Posted under Life

If you just realize what I just realized…

If I just realize what You just realized…

It would be a better world…

1 + 1

Posted by Mario on August 8, 2009
Posted under Amore, Events

L’aritmetica che ci hanno insegnato a scuola ci ha sempre insegnato che uno più uno è uguale a due. Ma se usciamo da quel sottoinsieme proprio della matematica e voliamo, ci astraiamo verso la pur semplice biologia ecco che 1 + 1 = 3. Due esseri si uniscono e dopo un certo tempo ecco che da due esseri divengono 3.

Se passiamo nel campo della Metafisica otteniamo straordinariamente di più. 1 + 1 = l’Infinito.
Un anima più un anima ci regala l’infinito.

E’ strano come riusciamo a sovraccaricare semanticamente dei simboli in così tanti modi. Alla fine il concetto che vi si può astrarre è sempre il medesimo no?

L’avete colto?

La trasformazione! Prima ho qualcosa poi ho qualcos’altro.

Come uno degli uomini che ho incontrato in uno dei miei viaggi mi disse un giorno. “Tutto si trasforma dinanzi i miei occhi, tutto deperisce, tutto si decompone… per poi risorgere a nuova esistenza”.

Non riesco a vedere un mondo come ci è stato descritto dalla nostra religione moderna di riferimento. Un mondo lineare. Senza spirali, senza possibilità di perfezionamento successivo, con la rigidezza propria dell’intelletto umano che anela alla supremazia e non alla profonda conoscenza.

… Meditate gente Meditate…

Le tre domande

Posted by Mario on August 7, 2009
Posted under Conosci te stesso, History, Life, Passioni

Un racconto su Socrate molto educativo.

Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse: “Sai cosa ho saputo su un tuo amico?”

“Un istante”, rispose Socrate. Prima che tu mi racconti ciò che desideri desiderei farti un test. Quello dei tre colini (passini).

“I tre colini?” chiese l’uomo.

“Prima di raccontarmi tutto quello che vuoi sugli altri, è buono avere del tempo per filtrare quello che va detto. Questo è ciò che io intendo per il test dei tre colini. Il primo colino è quello della Verità. Hai verificato che quello che mi stai per dire è la verità?”, disse Socrate.

“No. L’ho semplicemente sentito…” rispose l’uomo.

“Va bene. Non sai quindi se è vero. Proviamo a filtrarlo in un altro modo utilizzando il secondo colino, quello della Bontà. Quello che stai per dirmi sul mio Amico, è qualcosa di buono?”, chiese Socrate.

“Ah no! Al contrario…” rispose l’uomo.

“Quindi”, continua Socrate, “tu mi vuoi raccontare qualcosa di cattivo su di lui e non sai neanche se le cose che mi stai per dire sono vere o meno. Puoi però ancora passare il test, perché ti resta ancora il terzo colino, quello dell’Utilità. E’ utile che tu mi dica ciò che avrebbe fatto il mio Amico?”

“…non veramente…” rispose un po’ sconcertato l’uomo.

“Allora”, concluse Socrate, “se ciò che mi vuoi raccontare non è né vero, né buono, né utile, perché me lo vuoi dire?”

Tratto dall’Enciclopedia del Sapere Relativo e Assoluto di Edmond Wells, Tomo VI.

Gestione della propria esistenza

Posted by Mario on August 6, 2009
Posted under Conosci te stesso, Life

Trovo che la gran parte degli esseri Umani hanno un’abitudine a dir poco deprecabile.

Loro cercano di ridurre il proprio malessere anziché costruire il loro benessere“.

C’è moltissima gente che sceglie il male minore, attacca l’idea più debole (anche se più corretta), perché è la scelta meno complessa, più semplice e che con meno sforzo li fa soffrire di meno.

L’altro giorno stavo facendo uno di quei puzzle tridimensionali, quello a forma di cubo che si sviluppa in una lunga serie di cubettini legati tra loro. Inizialmente andavo a caso. Poi dopo un’oretta ho capito la logica che si nascondeva dietro il giochino. Ma nonostante io l’abbia compreso continuavo a non riuscire a terminare il puzzle c’era qualcosa che mi sfuggiva… verso la fine delle mie ore a disposizione per la soluzione del puzzle ho compreso. Dovevo, ad un certo punto delle mosse per la soluzione corretta del puzzle, fare un movimento che era terribilmente scomodo, inizialmente non comprensibile ma poi solo scomodo.

Non ho finito il puzzle perché il mio tempo è scaduto. Ma ho capito quello che dovevo fare.

Non voglio che questo concetto si possa applicare alla mia Vita, almeno a questa in particolare. Non voglio che alla fine di questa esistenza io rimanga con la comprensione di ciò che avrei dovuto fare e non ho fatto per le ragioni più disparate.

Cercherò di superare i miei limiti. Almeno quelli che mi sono visibili. Quelli che vedo. Per tutti gli altri… attenderò che mi si rivelino durante la ricerca della perfezione della coscienza.

In questo, devo ammetterlo, l’Egoismo non è un intralcio, almeno quando smaschera la finta Generosità.

Luci ed Ombre

Posted by Mario on August 5, 2009
Posted under Life, Virtù

E’ solo nell’oscurità che si vede la luce. E’ solo nelle avversità che riconosciamo il merito e la virtù.

Siamo nel mondo giusto per questo concetto non pensate?

Le cose difficili

Posted by Mario on August 4, 2009
Posted under Conosci te stesso, Life

Ce n’est pas parce que les choses sont difficiles que nous ne les faisons pas. C’est parce que nous ne les faisons pas qu’elles sont difficiles. (Edmond Wells)

[Non è perche' le cose sono difficili che noi non le facciamo. E' perche' non le facciamo che sono difficili.]

Trovo questa affermazione interessante. Inizialmente ho pensato… ma non è vero… camminare su un filo a 100 metri d’altezza senza una rete di protezione sotto di se è difficile. Bere un bicchiere d’acqua è facile. Sostenere un esame di fisica quantistica è difficile, saltare un metro in altezza è facile. Fermare un treno in corsa è difficile. Correre i 100 metri in 15 secondi è facile. Ad un certo punto mi sono reso conto che facile e difficile dipendono da noi, dal nostro essere, dalla fiducia che abbiamo nelle nostre capacità, da un insieme di fattori che spesso siamo sempre noi a condizionare…

A quel punto ho capito quello che voleva dire il Professor Wells. E sono d’accordo con lui. Il difficile è ciò che rimane intentato… il facile è ciò che si prova con il cuore.

Switch to Day Switch to Night